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Vanuatu 2

Vanuatu - August 6-7 - Scott Rock

 

Mad expedition to Scott Rock, a lonely, far away reef in the middle of the Ocean east of Efate. Nothing out of the water, 7 meters deep the top. Just the finding of it has been difficult.

In the water so a killing current I was barely able to remain in position, dirty water of maximum 15 meters of viso. Almost nothing to see, two needles of rock coming up from the gloom, the bottom of the ocean a hundredth of meters down. Ah, I forgot the sharks.

I aimed, kicking madly, at a medium-sized dogtooth tuna of around 30-35 kg, I fired and I took it nicely with a good back to head shot. It was not a killing one so, as I went to the surface, I tried to bring with me the tuna. No way, even so small they’re already too powerful. I resurfaced, ad immediately started pulling the rope, a few seconds matter. He went up ok, but it was not a tuna anymore. By the time I was able to see clearly it was a sphere of twenty hungry and angry sharks, all thrashing and all devouring my fish. In thirty seconds the tuna was disappeared, a lonely white flesh ribbon only remaining on my spearpoint.

Pazza spedizione a Scott Rock, un lontano reef solitario, in mezzo all'oceano ad est di Efate. Nulla fuor d'acqua, il tetto a sette metri. Anche il trovarlo si era rivelato difficile.

In acqua una corrente così micidiale che ero appena appena in grado di restare sul punto, acqua sporca di massimo quindici metri di visibilità. Quasi nulla da vedere, due aghi di roccia che emergevano dal buio, il fondo dell'oceano un centinaio di metri laggiù. Ah, dimenticavo gli squali.

Pinneggiando come un matto, avevo mirato ad un tonno a denti di cane di media stazza, 30-35 chili, avevo sparato e l'avevo preso con un buon tiro dal dorso alla testa. Non era un colpo definitivo così, mentre riemergevo, avevo cercato di tirarmi dietro il tonno. Nemmeno per sogno, anche così piccoli sono già troppo potenti. Dalla superficie avevo immediatamente cominciato a tirare il sagolone, roba di pochi secondi. Era risalito, e va bene, solo che non era più un tonno. Nel tempo che ci aveva messo ad arrivare dove potevo vederlo bene era diventato una sfera di una ventina di squali affamati ed arrabbiati, tutti in pazza agitazione e tutti che divoravano il mio pesce. In trenta secondi il mio tonno era scomparso, solo una solitaria striscia di carne bianca sulla punta dell'arpione.

 

Un resoconto più dettagliato, con foto subacquee, sarà spero presto pubblicato. Restate connessi!

 

 

Vanuatu - August 2-5

I know of a place in the World where giants wahoos (Acanthocybium solandri) are strolling their blue realm.

It’s a well defended reign, it has grey reef sharks (Carcharhinus amblyrhynchos) as pawns and silvertip sharks (Carcharhinus albimarginatus) as powerful knights.

 

There, in those clear and seemingly bottomless ocean’s water, the surface always tossed by strong winds and mighty waves, sometimes they can encounter a mad, lonely diver. And sometimes, in their cautious way, they can show a tiny bit of curiosity, perhaps more than it could be advisable.

 

I took only one of them, but it was a really good one and worth the long trip. In the water, behind a screen of sharks, I’ve seen ones bigger than that. The hand-line fishermen there take now and there some old monster of around seventy even eighty kilos. I know it because they told me. So I’ll return for sure in that village, with my new friends, to try again for the king or the queen Wahoo, deep down their blue realm.

 

I’ve only pictures and a presumed weight for my Wahoo, because the place is so far away that the only scale in all the few  villages, in all the island itself, is at the airport. Meaning almost half an hour of march in the jungle, and half an hour to the village, the fish tied to a long bamboo pole with palm leaves ropes, two men struggling under the weight. Not a nice thing to ask, only for a curiosity. So I took precise measurements and used instead a mathematical formula to know (well, guess) the approximated weight of the fish knowing the length of it.

Io conosco un posto nel Mondo dove wahoo giganti (Acanthocybium solandri) vagabondano per il loro reame blu. È un regno ben difeso, ha squali grigi (Carcharhinus amblyrhynchos) come soldati e pinne bianche (Carcharhinus albimarginatus) come possenti cavalieri.

Là, in quelle acque limpide che sembrano senza fondo, la superficie costantemente agitata da venti forti e onde potenti, talora possono incontrare un pazzo, solitario subacqueo. E talora, nella loro circospetta condotta, possono mostrare una minuscola porzione di curiosità, forse un poco più di quanto sarebbe raccomandabile.

Ne ho preso solo uno ma è uno davvero bello e che è valso il lungo viaggio. In acqua, dietro ad uno schermo di squali, ne ho visti di più grandi. I pescatori locali con lenza a mano ogni tanto catturano qualche vecchio mostro di settanta-ottanta chili. Lo so perché me l’hanno detto loro. Così ritornerò di sicuro in quel villaggio, con i miei nuovi amici, per tentare ancora di catturare il re o la regina dei wahoo, profondi nel loro reame blu.

Ho solo fotografie ed un peso presunto per il mio wahoo, perché il posto è così lontano che l’unica bilancia in tutti i pochi villaggi, di tutta l’isola, è all’aeroporto. Il che vuol dire mezz’ora di marcia nella giungla, e poi mezz’ra per il villaggio, il pesce legato con corde di fronde di palma a un lungo palo di bambù, con due uomini che faticavano sotto il peso. Non un cosa carina da chiedere, solo per una curiosità. Così ho preso misure precise e ho usato una formula matematica per conoscere (beh, indovinare) il peso approssimato del pesce dalla sua lunghezza.

 

Un resoconto più dettagliato, con foto subacquee, sarà spero presto pubblicato. Restate connessi!

The theoretical weight so is 45 kilos. The real one is unknown. Could it be less. Or more...

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