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Round the World 2005

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Isola di Atata' - Regno di Tonga

Isola di Atata' - Regno di Tonga

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2005-02-10 23:00

11 Febbraio, 2005Prima di tutto un regalo a sorpresa alle mie allieve, a casa.Sono sicuro che non credevate che i vostri regali d'addio potessero fare

Caraballeda (Venezuela) – Febbraio 2005

Caraballeda (Venezuela) – Febbraio 2005

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2005-01-31 23:00

Primo di febbraioPrimi giorni nel Mar dei Caraibi. Non molto pesce fino ad ora. Ho la netta impressione che, mancando punti di aggregazione, l’oceano

Italia - Gennaio 2005

Italia - Gennaio 2005

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2005-01-14 23:00

Oggi ho presentato la domanda al datore di lavoro,

Italia - 1 Novembre 2004

Italia - 1 Novembre 2004

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2004-10-31 23:00

Il giro del mondo pescando sott'acqua. Non riesco ancora a crederci
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Caraballeda (Venezuela) – Febbraio 2005

2005-01-31 23:00

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Caraballeda (Venezuela) – Febbraio 2005

Primo di febbraioPrimi giorni nel Mar dei Caraibi. Non molto pesce fino ad ora. Ho la netta impressione che, mancando punti di aggregazione, l’oceano

Primo di febbraio, 2005

Primi giorni nel Mar dei Caraibi. Non molto pesce fino ad ora. Ho la netta impressione che, mancando punti di aggregazione, l’oceano sia troppo profondo e che, usando i flasher, io graffi soltanto il soffitto di una gigantesca sala da ballo, pressoché totalmente ignorato dai suoi abitanti, che se ne vanno beatamente in giro al suo interno.

E di pesci grandi ce ne sono! Ho visto un gigantesco pesce spada di oltre un quintale catturato da una barca vicina a noi, una coppiola di tonni per un totale di un paio di quintalate presa dalla barca alla nostra sinistra all’ormeggio. Un bel marlin che saltava intorno alla barca.

MA, nel momento in cui mi immergo, tutto sembra evaporare. Ho tentato anche con i richiami da pesca d’altura, trainati dietro la barca, ma tutto ciò che ne ho ricavato è stata una buffa abbronzatura con le ombre del cappuccio e della maschera. L’unico pesce grosso che abbia davvero visto sotto acqua è stato un grande tonno pinne gialle ma, sono sicuro, solo perché era sotto, e associato al, branco di delfini che impazzavano intorno a noi in quel momento.

Spero di poter raccontare storie più felici nel (vicino) futuro.

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5 Febbraio, 2005

Ormai vicino al termine della permanenza nel nord del Venezuela. Non un periodo meraviglioso. Praticamente tutti i giorni eravamo in oceano alla ricerca di quell’elusivo GRANDE PESCE. Ma, come detto, è rimasto elusivo.

Abbiamo tentato i Banchi con il fondo a “solo” 50 fathoms (dalle carte dell’Ammiragliato, circa 90 m), ma con ogni probabilità era troppo profondo perché i flasher potessero lavorare come si deve. Abbiamo tentato gli incroci di correnti, dove si incontrano due corpi d’acqua di differenti temperature e quindi densità. Abbiamo tentato ogni oggetto galleggiante più grande di un ramo d’albero. SENZA RISULTATO.

Così ho cambiato tecnica e tentato invece i richiami per la pesca d’altura. Ore sotto il sole dei Caraibi, con la muta addosso (probabilmente un errore), con il grande fucile da tonni carico, le pinne già infilate, pronto ad immergermi se succedesse qualcosa. Guardando con occhi di falco i richiami. L’unico rilassamento era la machera, non infilata. Secchiate d’acqua rovesciate addosso, studiando le mosse successive quando (se) il Grande Pesce fosse comparso. Sperando, sempre sperando. SENZA RISULTATO.

Ma il peggio è stato, stanchi alla fine di una lunga giornata, quando abbiamo recuperato i richiami… ed eccolo! I profondi graffi sul nylon nuovo, sicuramente il segno di un rostrato che cercava di catturare la sua “preda”. E nessuno a bordo, tre persone, eravamo convinti, che aveva guardato con occhi avidi ogni sussulto dei richiami aveva visto alcunché! Anche se di cose interessanti ne avevamo viste. Delfini curiosi, sia Tursiopi sia le Stenelle, qualche piccola lampuga, un curioso singolo squalo martello. Qualche sconosciuta GRANDE forma che saltava e ripiombava con grandi schizzi nell’Oceano…

Ieri siamo perfino tornati, per la seconda volta, al Centinel, una roccia a 45 miglia da Caraballeda. Avrebbe dovuto essere, sulla carta, uno dei posti più esclusivi per immergersi ma in realtà era uno dei posti più battuti io abbia visto in questa tappa venezuelana. È relativamente vicina ad un altro porto per cui non è difficile, per subacquei motivati, affrontare l’oceano e raggiungerla. I pesci del Blu “attesi” avrebbero dovuto essere wahoo (peto, qui in Venezuela) e, talvolta, perfino pesci vela.

TOTALMENTE INATTESO, invece, il fatto che qui i flasher NON funzionano. Con loro in acqua sono riuscito a malapena a vedere un singolo e disinteressato per in un paio d’ore. Quando li ho scartati, su un acuto suggerimento del nostro anfitrione, Ricardo Bisdikian, e ho cominciato ad usare le sardine, sia gettandole sulla superficie e guardandole scendere verso il fondo, o sbriciolandole in mano, ALLORA i wahoo hanno cominciato a comparire! Sono felice di dire che mio cugino Michele in questo modo ha catturato il suo primo vero pesce del blu e il suo primissimo Peto.

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6 Febbraio, 2005

Domani, di prima mattina, lascio il Venezuela.

Voglio qui ringraziare Ricardo Bisdikian, campione venezuelano di pesca in apnea, per la sua gentilezza e il suo supporto. Sua è stata l’imbarcazione usata nel viaggio.

Prossima destinazione è Tonga, Pacifico del Sud, con un viaggio complicato. Prima da Caracas a Toronto (Canada). Quindi, dopo poche ore, Toronto – Los Angeles. Dove ho già prenotato un hotel. La mattina seguente un po’ di shopping, spero, per il cavetto di collegamento fra il mio GPS e il portatile dimenticato a casa. Così, dovrei essere in grado di mostrarvi i viaggi fatti qui nei Caraibi e, speranzosamente, quelli che farò nelle Isole del Pacifico (maiuscole d’obbligo!).

Quindi un volo da Los Angeles a Tonga, il più lungo di tutti, sulla carta. Partenza l’otto, arrivo di prima mattina il 10 di febbraio! Sapete, la faccenda della linea del cambiamento di data.

A rivederci, si spera, da Tonga!

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